Orange: il debut album sotto Midfinger Records

A cura di , 15 gennaio 2009

ORANGE

Gli Orange sono un duo chitarra-batteria con il vizio del wall of sound.

Dopo un anno e mezzo e circa una settantina di concerti, per risistemarsi dopo gli ultimi cambi di formazione, finalmente a febbraio 2009 esce il primo LP, "Certosa". Dieci canzoni in poco piu' di mezz'ora, un viaggio sonoro da pezzi tirati in puro stile garage a ballate piu' soft che in un attimo sei in macchina su una delle highways che attraversano gli Stati Uniti.

Canzoni nate e cresciute in un'umidissima sala prove in fondo a Viale Certosa, un luogo senza particolari riferimenti paesaggistici ma popolato da una particolare fauna umana variegata a tutte le ore del giorno e della notte, persone che inevitabilmente sembrano  influire sulla musica. E Certosa si presenta come un disco fatto proprio di persone, di nomi, di umanita' spontanea, diretta, semplice e chiara. Anche il modo in cui e' eseguito, suonato, prodotto e' scritto il disco, fa pensare a un disco suonato tutto d'un fiato, poco preoccupato dei leziosismi e piu' dell'intenzione di catturare le canzoni per il loro impatto emozionale e comunicativo. La dichiarazione di intenti degli Orange e' tutta dentro questo disco, frenetico, sudato, elegantemente marcio, che suona elettricamente affilato da Milano a New York, sconsideratamente fresco da Londra fino a Viale Certosa.

Ecco la tracklist:

Susy.
pezzo che apre il disco con una intro violenta e che poi si addomestica sulla gibson 335 pulita e i falsetti. il ritornello si sfoga a dovere e il testo ci ricorda che gli anni 2000 sono gia' quasi andati.

Fumagalli.
la batteria che apre invita a muovere il piede a tempo e la chitarra che irrompe incendiaria fa il resto. e' un lampo, sempre tesissima, non smette mai di farti dimenare. musica del diavolo.

M.N.E.N.Y.
gli Orange sono milanesi e il pezzo e' un condensato di milanesita' in tre minuti e mezzo. il ritornello Milano non e' New York e' una delle piu' grosse verita' di quest'anno nel panorama indie nostrano.

CDE
da mettere in macchina se avete un bel paesaggio da godervi. si abbassa il ritmo ma il ritornello non fa fatica ad entrarti in testa in un attimo.

Giacomino Sedated.
la chitarra sembra suonata dentro il motore di una nave nel chorus, e' grezza come un trattore, taglia come una motosega. giacomino sembra essere tornato completamente diverso da un viaggio.

Clarissa.
forse il pezzo piu' arrabbiato del disco, e dopo mneny ritorna l'italiano nei testi. chitarra e batteria sono un treno, la voce raschia e raspa sul velluto di quella pazza di clarissa.

Mercury drops.
il disco qui si raccoglie, le atmosfere diventano piu' cupe e crepuscolari. sono le sei di sera, quando sei a disagio perche' il giorno non e' ancora finito e non e' ancora notte.

Crdc pvrc
le avventure di un figlio di papa' raccontate mentre con la macchina ti vai a schiantare contro un muro a tutta velocita'.

Certosa.
il pianoforte ti spiazza. dopo la roulette russa di crdc pvrc il disco rallenta, quasi si ferma e diventa leggero inaspettato. dietro il piano, l'hammond e mezza batteria si sentono rumori d vita vissuta, di persone, di calore. completamente a caso. completamente vivi.

Richard.
si chiude con l'ultimo scellerato ballo, fino a farti male i piedi, fino a sudare l'anima, ma in fretta perche' passa veloce, un attimo. Richard e' l'ultimo colpo prima di crollare stanchi e divertiti, che ti fa venir voglia di ricominciare da capo. subito, in fretta, ora.

Gli Orange sono:

Sono rappresentati in Italia da Comcerto.




Articoli Correlati

News

Recensioni

Interviste

Live Report

On the road

Column

Foto

myTrouble



Cerca