Cattive Abitudini

A cura di , 17 giugno 2011

Intervista a cura di Silvia Ghisi

Si è chiusa da poco la prima parte del tour delle “Cattive Abitudini”, gruppo punk veneto attivo da anni (va ricordato anche il passato per tre di loro come “Peter Punk”), che li ha visti sui palchi per la promozione del nuovo lavoro “Gemini I”. Abbiamo occasione di intervistarli via mail per farci raccontare qualcosa in più: del disco appena uscito, di quello in cantiere (che ci anticipano essere molto “incazzato”), del tour concluso, delle scorribande per le quali sono noti e della loro terra natia. Buona lettura! 

È da poco uscito Gemini I, il vostro nuovo album. Siete soddisfatti o cambiereste qualcosa?

Siamo molto soddisfatti, sia a livello compositivo che a livello di produzione. Non cambieremmo nulla perchè ci fotografa bene in questo periodo. Se fossimo stati insoddisfatti di qualcosa avremmo comunque avuto tempo e modo di cambiare.

Le critiche che hanno rivolto al disco sono state principalmente legate alla carenza di novità e di maturità. Avete mai pensato di rinnovarvi nello stile e nel genere?

Diciamo solo che con il prossimo disco sorprenderemo molte persone! 

Gemini II, il prossimo disco appunto, quando uscirà e come sarà rispetto a Gemini I?

Non sappiamo esattamente quando uscirà, di sicuro l'anno prossimo, e sarà decisamente più duro, con testi meno “festaioli” del solito. Gemini II si può ritenere la naturale evoluzione de "Il Meglio Del Peggio", il nostro secondo cd ed è sicuramente il più incazzato della nostra storia.

Gemini I è un nome insolito. Il riferimento è al progetto della Nasa degli anni ‘60 o semplicemente al fatto che avevate in cantiere 2 album gemelli?

Sicuramente Gemini è un termine che non si sente spesso nel punk rock, ma il titolo ben rappresentava la volontà di fare due dischi gemelli tra loro, diretti fratelli di quelli fatti in passato.

I vostri testi non sono molto impegnati ma piuttosto “leggeri”. Cosa ne pensate di chi si schiera, con la propria musica, politicamente? Avete mai pensato di farlo?

Se qualcuno ha qualcosa da dire è bene che lo faccia. Anche noi abbiamo le nostre idee, ma ci son già un sacco di band che mettono la politica nei testi e noi non sentiamo questo argomento veramente nostro, quindi preferiamo evitare.

Si è chiusa la prima parte del tour. Come è andata? Avete aneddoti da raccontarci?

Diciamo che, nonostante il periodo di crisi, riusciamo a barcamenarci bene. A parte una data sfortunata, la gente viene a vederci, anche perchè sputiamo davvero sangue sul palco e non siamo un gruppo immobile, anzi!! Per quanto riguarda i nostri aneddoti… son sempre legati ad un eccessivo consumo di alcol e preferiamo raccontarli a voce che scriverli. 

Il posto peggiore in cui avete suonato e il posto migliore e perché.

Non ci son posti "migliori" o "peggiori". Se le cose son fatte bene puoi suonare anche in un garage e può risultare comunque una figata. Poi, ovviamente, ci son posti a cui siamo più legati, ma questo è un altro discorso.

Una vostra canzone si intitola “Backstage”. Cosa succede nei vostri backstage?

Noi siamo dei matti, ognuno a suo modo, e non ci vergogniamo proprio di niente. Per noi è sempre una festa continua. Siam persone a cui piace "far merda" e non ci tiriamo mai indietro. Molte volte le persone che ci son vicine rimangono esterrefatte e spesso ci sentiamo dire letteralmente: «Che schifo!».

Ogni tanto usate il dialetto veneto nelle vostre canzoni. Non è forse una scelta penalizzante?

No anzi, ci contraddistingue e incuriosisce chi non è veneto. In fin dei conti quelli in dialetto son soltanto degli inserimenti, al massimo una canzone, come nell'ultimo cd.

La canzone in dialetto di Gemini I è appunto “Mi Me Sento Casa” (io mi sento a casa). Vi piace vivere nella provincia veneta o vi sta un po’ stretta?

Michele è vicentino, Nicola da qualche anno vive in provincia di Venezia, e gli altri due vivono in provincia di Treviso. Comunque non ci va stretto, ci piace moltissimo. Siam vicinissimi sia al mare che alla montagna, c'è dell'ottimo prosecco e i posti dove andare, e i concerti da ascoltare, non mancano di certo! Siam dei contadinotti, ma questo ci piace perché ci permette di essere sempre con i piedi per terra e non farci influenzare dalle mode, come magari può avvenire in grosse città. Noi siamo pane, salame e vino…ma tanto vino!

Per conoscervi meglio, che lavoro fate nella vita quotidiana?

Nicola è metalmeccanico, Michele ha un proprio studio di registrazione (il Sound Therapy) a Malo, mentre Stefano tatua nel suo studio (il “IV dimensione”) a Treviso, dove lavora anche Ettore come shop manager.

Le vostre “cattive” abitudini (o vizi) sono l’alcool, le donne e…?

Le donne non sono cattive abitudini. Aggiungerei i tatuaggi.

E quali le buone?

Alcool, donne e tatuaggi.

Cosa vi piace delle “Cattive Abitudini” e cosa non sopportate?

Ci piace la vita da "Cattive abitudini". Se ci fosse qualcosa che non ci piace cercheremmo di cambiarla. L'unica cosa che non sopportiamo è la mortadella nel backstage. 

Spiegateci come è nata la ghost track infinita.

In realtà è nato tutto già nel primo album: invece di fare i soliti ringraziamenti nel booklet abbiamo pensato di registrarli direttamente nel cd. E così abbiamo fatto poi per ognuno dei nostri dischi, aggiungendo cazzate e facendoci sempre un sacco di risate.