Sebastiano Cecere


A cura di Ricky Brit Pop, Lunedi, 31 dicembre 2012


Chi mi conosce sa della mia passione per la musica in generale. Non a caso dico sempre di avere la casa piena di dischi, ed è vero. Ma oltre ai dischi mi piace moltissimo leggere di musica. Non solo di gruppi che adoro, ma anche di artisti che hanno fatto la storia del rock, nel bene o nel male.
Non a caso la mia ultima lettura è stato il bellissimo volume "Elvis In Concert 1945 - 1977" (Stampa Alternativa - Nuovi Equilibri) realizzato da Sebastiano Cecere. Un vero e proprio viaggio, concerto dopo concerto, dell'attività live di Elvis che ne ripercorre tutte le esibizioni. Vengono riportate tutte le scalette di ogni live, ma non solo, anzi, sapere le canzoni, l'abbigliamento, i musicisti e il pubblico presente di ogni data risulta quasi essere il minimo,  vista poi la presenza di dettagliatissimi episodi, curiosi aneddoti, memorabilia e fatti più o meno noti del percorso artistico di Elvis.

Il tutto è scritto in modo così coinvolgente da Sebastiano che, anche chi, come me, non fosse un vero e proprio fan di Presley, non potrebbe non rimanere coinvolto da questa vicenda umana e musicale assolutamente unica.

800 pagine potrebbero sembrare tantissime, in realtà volano via in un attimo: ci si sente come trasportati in quegli anni, davanti a quei palchi, dietro le quinte, negli studi radiofonici o televisivi, immaginando di trovarsi davanti Elvis o meglio uno dei tanti volti di Elvis che nella sua carriera si sono presentati a chi lo seguiva.


Tutto è descritto benissimo da Sebastiano Cecere, che, ricordiamolo, ha fondato e diretto per oltre 25 anni l’Elvis Presley Club Of Italy, quindi è stato certo l'autore adatto a cimentarsi in una simile impresa, che possiamo dire perfettamente riuscita.


Tutto è cominciato con una mia mail di complimenti, che poi si è arricchita di qualche domanda e di una telefonata e ora ecco il tutto che viene riportato qui, su Troublezine.
Grazie ancora Sebastiano, raramente un libro musicale mi aveva coinvolto così tanto!


Ciao Sebastiano, in primis quanto tempo ti ci è voluto per realizzare una simile opera? E come ti è nata quest'idea?
Mi ha sempre impressionato l’energia che trasmettevano i dischi dal vivo di Elvis e le sue fotografie in scena. Inoltre, sin dall'adolescenza sono stato molto attivo nella scena musicale torinese, organizzando serate e spettacoli e il momento "live" è sempre stato quello che ho prediletto nel discorso musicale. Con gli anni ho preso anche ad occuparmi di tour management per alcune band locali, e questo non ha fatto altro che accrescere in me questa passione e le cui conoscenze acquisite ho utilizzato in questo libro per spiegare come avvengono certe cose, come si organizza uno spettacolo e quali possono essere i problemi che si incontrano durante un tour.

La stesura del libro è costata circa cinque anni di lavoro: la sua conclusione è coincisa con la scomparsa di mio padre, la prima persona cui ho visto suonare una chitarra e che per primo portò un disco (era di Roberto Carlos) nella nostra umile casa di Torino. Proprio per questo ho voluto dedicarlo a lui.

Opera non solo per i fans di Elvis che lo conoscono già bene, ma anche per chi lo vuole scoprire è un libro che permette di avvicinarsi a lui in una modo completamente nuovo. Che ne pensi?
Ho cercato di dare a questo lavoro un taglio radicalmente diverso rispetto a quanto già in circolazione (possiedo una grossa collezione di libri sull'argomento) e sono certo che molti, soprattutto tra gli acquirenti occasionali, si renderanno conto di incontrare un Elvis inedito rispetto a quello che troppo spesso viene ritratto dai nostri media in modo superficiale e senza troppo approfondimento.

La versione romanzata della sua biografia narra di un personaggio che si è affermato quasi come Aladino, uscito dalla lampada, ma leggendo questo libro ci si renderà conto che soprattutto nei primissimi anni Cinquanta Elvis percorse praticamente ogni strada del sud degli States per rincorrere il suo sogno e negli anni Settanta, quando forse avrebbe potuto cercare altre forme di guadagno, continuò sera dopo sera e tour dopo tour ad incontrare i suoi fans.

La musica... la musica è sempre stato il denominatore della sua vita e non a caso è venuto a mancare proprio alla vigilia di un nuovo tour.

Nel mondo c'è qualcosa di simile dedicato ad Elvis?
Tanti libri sono stati scritti sull'argomento, ma quasi tutti si sono concentrati sul periodo 1969/1977, il che -e ti sembrerà paradossale- ancora oggi rimane il periodo più amato da una grandissima fetta degli ammiratori di Elvis. Posso dirti che quando mi sono addentrato negli anni Cinquanta ho avuto la sensazione che fosse la prima volta che leggevo il nome di Elvis... ancora una volta come tante altre volte con Elvis, mi è successo di rimettere completamente in discussione le mie convinzioni sull'argomento.

Nel mio libro ci sono inoltre tanti argomenti assolutamente inediti: per esempio, proprio parlando degli anni Settanta, troverai PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO la storia della breve collaborazione di Elvis con gli Hugh Jarrett Singers, una gruppo vocale che cantò con Elvis nel solo tour di settembre 1970.

In tanti anni di ricerche non avevo trovato mai nessuna informazione sull'argomento, tanto che alla fine mi ero convinto che il gruppo effettivamente non fosse mai esistito ma che fosse stato allestito appositamente per quell'occasione (Hugh Jarrett era un membro dei Jordanaires). Poi all'improvviso sono riuscito ad avere un contatto con Harry Middlebrooks (uno dei membri) che effettivamente mi ha confessato di essere stata la prima persona, dopo oltre 40 anni, ad interrogarli su quell'esperienza. Quel giorno ho pensato: "Okay, il libro è finito!".

Non solo una scaletta dei concerti, ma aneddoti e situazioni che ci fanno vivere quei giorni, quelle emozioni: la tua fonte principale qual'è stata?
L'hai citata tu stesso... l'emozione che ho provato e continuo a provare ogni volta che ascolto un disco di Elvis e ti dirò più, l'emozione che mi trasmettono altri artisti che ho anche imparato a conoscere meglio dopo aver frequentato la "scuola di Elvis"! Per venire alle fonti, come dicevo prima, sono un grande appassionato e da sempre studio l'argomento, colleziono registrazioni, articoli di giornali dell'epoca e poi soprattutto ho viaggiato molto sulle orme di Elvis.

Circa due anni fa ho concluso con successo (insieme alla mia fidanzata Laura) un viaggio tra Memphis e Tupelo dove ho raccolto ancora molto materiale che altrimenti non sarebbe stato possibile reperire. Ci sono state poi molte conversazioni con amici e conoscenti che hanno avuto occasione di assistere ai suoi concerti e qualcuno (più fortunato) addirittura di incontrarlo.

Direi che pero’, fondamentalmente, è di vitale importanza avere un archivio bene organizzato. Purtroppo le organizzazioni americane ed inglesi che avrebbero potuto facilitarmi le ricerche si sono completamente negate ad ogni richiesta di collaborazione.

Immagino che tutte le pagine ti abbiano visto scrivere con la medesima passione, ma se dovessi scegliere un periodo che maggiormente ti emozione della storia concertistica di Elvis quale sceglieresti?
E' veramente difficile rispondere a questa domanda, poiché per me Elvis è stato e continua ad essere un vero camaleonte, ed ogni momento della sua carriera serba per me fortissime emozioni e occasioni di nuove scoperte. Indubbiamente gli anni fino al 1955 sono ormai mitologici... purtroppo tanti media hanno la memoria corta, ma da lì è nata tutta la scena musicale moderna: tieni conto che la formazione inventata da Elvis, due chitarre basso e batteria è stato l'archetipo di tutta la storia della musica rock (non ultimi i Beatles adottarono questo schema).

Indubbiamente (e qui mi calo in quei panni) chi nel 1970/1971 acquisto’ un biglietto per andare ad assistere allo spettacolo di Elvis, convinto di ritrovarsi davanti il ragazzo visto l'ultima volta all'Ed Sullivan Show nel 1957 restò a dir poco sbalordito nel ritrovarsi davanti un artista completamente rinnovato, estremamente raffinato nel look, nella presenza scenica e soprattutto nel modo di cantare e con un repertorio contemporaneo, che poco aveva a che fare con i Fifties, la trappola all'interno della quale si trovarono ingabbiati altri grandi rocker di quell'era (Chuck Berry, Little Richard, Jerry Lee Lewis...).

Tanto è stato scritto su Elvis. Viene da chiedersi se ormai è già stato scritto tutto...
Direi proprio di no ed il mio libro di oltre 800 pagine ne è la prova. E se ti può interessare ti informo sto già lavorando ad un altro progetto molto interessante che parla di... no, te lo dirò alla prossima intervista...

(La foto di Elvis con gli Hugh Jarrett Singers è inedita e la dedica che vediamo è quella che Harry Middlebrooks ha scritto di pugno per Sebastiano Cecere).