Meganoidi


A cura di JIMMY, Giovedi, 2 giugno 2005


INTERVISTA MATTIA DEI MEGANOIDI –Lele-

UNA DOVEROSA PRECISAZIONE: Ringrazio Mattia (chitarra e autore) per la sua immensa disponibilità e per essersi dimostrato così gentile da sottoporsi a quest’improbabile intervista. Ringrazio Jimmy che in più di dieci anni di onorata amicizia ha sviluppato dentro me una faccia di tolla allucinante che in quest'occasione si è dimostrata decisamente utile! Un sentito grazie a Bartxxxx per la preziosa collaborazione.

Incontriamo, o meglio, branchiamo Mattia dopo la performance live dei Meganoidi presso il Palatenda di Imbersago. Mattia si dimostra disponibile e pronto a chiacchierare un po’ con noi in quest’intervista totalmente improvvisata.

E’ uscito il 13 maggio il vostro nuovo lavoro “And Then We Met Impero”, com’è avvenuto il cambio di stile? Voglio dire, l’album è ben diverso da “Supereroi Vs La Municipale” e direi che anche buona parte del pubblico di stasera se ne sia accorto….

Si beh…a noi non interessa, non è la prima volta che succede quello che è successo stasera (fischi e quant’altro) anche il sito è pieno di insulti! L’evoluzione è stata spontanea, voglio dire, facciamo semplicemente ciò che ci piace fare e che ci sentiamo di fare cerchiamo comunque di uscire dai soliti schemi imposti che prevedono strofa/ritornello/strofa/ritornello assolo.

“And Then We Met Impero” è un mini concept, solo cinque brani per lo più strumentali per una durata di 25 minuti. Ho sentito che precede quello che sarà poi il prossimo album dei Meganoidi

Si, è prevista per fine novembre l’uscita dell’album nuovo.

Com’è nato il nome l’album ma soprattutto delle canzoni? (Che si intitolano And/Then/We/Met/Impero….)

Prima di tutto “And Then We Met Impero” è un unico flusso sonoro, il nome delle canzoni, eh…è stato un po’ un casino, non ci pensavo assolutamente. Al momento l’album era in stamperia e non avevamo pronti i titoli, mi chiamano e mi dicono che dovevo dare una risposta entro un’ora… poi per caso abbiamo detto “And”, “Then”….Comunque hanno un senso, perché a parte “And” le parole si ripetono nel testo all’interno delle canzoni e hanno senso continuativo.

Che tipo di musica ascoltate?

Un po’ di tutto. Sicuramente per quello che mi riguarda New Roses, Refused ma anche i Pink Floyd, il nostro bassista è un appassionato cronico dei Pink Floyd, conosce tutto! Dai primi lavori con Syd Barrett agli ultimi di Walters e questo ha sicuramente influenzato gran parte del nostro lavoro.
(In effetti dal live di oggi si è percepita un basso dalla sonorità molto pink floydiana…)

A settembre vi ho visto al concerto di Mtv e onestamente mi sembravate abbastanza scazzati…..

Ecco, guarda proprio Mtv non me lo devi dire….è una cosa che a noi non interessa, è una situazione nella quale non ci sentiamo per niente a nostro agio, passeremo per scazzati ma non ci interessa… anche l’altro giorno abbiamo avuto uno scazzo con quelli di All Music…

No ecco…era solo per dire che non mi aspettavo vostri concerti in Italia, vi sapevo impegnati in tournée all’estero!

Si, siamo stati in Germania, Olanda e anche in Giappone.

Il riscontro del pubblico com’è stato?

Fantastico e sicuramente molto diverso dall’Italia. Il pubblico si è dimostrato molto attento, soprattutto in Olanda hanno un organizzazione musicale allucinante, cosa che in Italia ci sognamo, soprattutto in questo periodo…. Poi lì hanno dei locali pazzeschi, ma soprattutto lo stato sovvenziona tantissimo queste manifestazioni musicali, con un organizzazione che, appunto, fa paura.

Voi siete totalmente autoprodotti e avete la vostra etichetta, la Green Fog, credo sia una bella soddisfazione….

Si, anche se non è facile. Cerchiamo di rendere il costo del nostro prodotto più basso possibile, è comunque una decisione difficile, ma è un progetto nel quale crediamo molto e ci permette di non scendere a compromessi, di fare il nostro lavoro esattamente come vogliamo farlo. L’autoproduzione ci permette di essere totalmente indipendenti, artisticamente parlando.

Tornando al discorso di Mtv, pensi che strumentalizzi un po’ l’ambiente musicale?

Senza dubbio. Mtv imbocca. Guarda soltanto la scena punk: Negli anni ‘70 l’abito faceva il monaco, avere una spilla da balia che ti prendeva dalla scarpa alla borchia aveva un senso perché comunque il punk prevede un andare contro a certe regole imposte, e ora? Anche gli impiegati di banca hanno il piercing…cosa vuol dire? Perché lo dice la televisione è punk questo? Allora la musica classica è il mio punk… Noi abbiamo una nostra etichetta, ci sbattiamo per quanto ci è possibile di tenere bassi i prezzi dei cd e poi vedi gruppi, anche italiani, che si vendono. Mtv trasmette un gruppo pseudo punk e i ragazzini si fanno la cresta… stessa cosa per dopo l’uscita del video di “Zeta Reticoli”, che non volevamo neanche fare, ora ce la richiedono ad ogni concerto… e poi filtra tantissimo! E’ per questo che non ci troviamo assolutamente a nostro agio, cosa vuol dire che se una canzone dura meno di tre minuti e mezzo non me la trasmetti? Cosa vuol dire che per fare musica io debba pormi dei limiti? Io l’ho sempre detto, se quello che faccio, se suonare inizia a starmi stretto io non ci metto niente a tornare a fare quello di prima cioè il fonico.
Ognuno deve fare ciò che si sente, se non si è più motivati da quello che si fa, è giusto cambiare.

Beh, in teoria dovrebbe essere così in ogni campo...

Beh, lo spero.

Gli album che ti porteresti sulla luna

“The wall”, i new roses, “White Album” dei Beatles, “Le Nuvole” di De Andrè e "La voce del padrone" di Battiato.

Parliamo di questa serata, l’incasso sarà devoluto all’associazione “I Fiori Del anabuco (http://www.laforzadellacondivisione.it/default1.htm), come ci accennavi sul palco

Si, l’associazione è curata da Don Marco, la persona che ci ha presentati stasera. È una persona eccezionale, lontano da ciò che solitamente pensiamo sui preti…e poi l’hai visto no? (ho rincorso Don Marco chiedendogli per l’intervista ai Meganoidi pensando fosse un tecnico delle luci…N.d.r.) Inoltre sta facendo un lavoro fantastico con i bambini.

“Supereroi” è stata usatissima nel programma “Le Iene”. Com’è nata la collaborazione con loro?

Qualcuno ha sentito il pezzo, gli è piaciuto e l’ha inserito nel programma, ma non abbiamo mai visto una lira…

E il vostro rapporto con Luca e Paolo che compaiono nel video?

Mah…li abbiamo appunto visti quando abbiamo girato il video, ma non posso dire niente di più perché non li conosco.

Voi come Luca e Paolo siete di Genova, città che ormai viene spesso associata al G8. Come avete vissuto l’esperienza?

Sicuramente è stata un’esperienza che ci ha segnato, al di là di tutto Carlo era un nostro amico ed ancora adesso è difficile parlare delle sensazioni e di quei momenti….

A Carlo è dedicata “Zeta Reticoli”?

Si, sicuramente.

Come nasce l’uso della lingua?

È casuale. Quando scrivo, alcune canzoni mi escono in inglese e altre in italiano. L’italiano pur essendo più melodico è privo di parole tronche e così l’inglese a volte risulta essere più efficace.

Come sono i rapporti tra di voi?

Noi siamo una famiglia, siamo sempre insieme, viviamo insieme…anzi direi che vedo più lui (Mattia indica e ci presenta Fabrizio, il sassofonista) che i miei…./FABRIZIO: anche io vedo più lui che i suoi…

(I ragazzi dimostrano di essere persone molto simpatiche e alla mano, rendendo questa chiacchierata veramente piacevole…)



Contenuti correlati