Olly (The Fire)


A cura di kekko, Giovedi, 10 maggio 2007


Mi trovo ad intervistare Olly, catante della rivelazione italiana del 2006 The Fire -appena tornati da un tour euopeo- e storico vocalist dei defunti Shandon senza contare le innumerevoli collaborazioni come produttore ed artista. Ad un anno dall'uscita dell'album d'esordio dei The Fire "Loverdrive" gli pongo qualche domandina...

Ciao, allora: “Loverdrive” un anno dopo; come sono stati questi 12 mesi e cosa ti hanno dato?

Beh band nuova vita nuova come si dice…hehe… nuova energia, nuovo entusiasmo… insomma mi sento rinato e sul palco credo si noti.
Loverdrive è un po' il disco che sottolinea tutti gli step di un cambiamento, e nonostante sia passato un anno, lo sento ancora fresco. In Svizzera è appena stato stampato e stiamo cercando altre distribuzioni europee, quindi Loverdrive ha ancora un po' di vita da percorrere.

Ti era mai successo a così pochi mesi dall’uscita di un album di doverlo ristampare? I 2 pezzi aggiuntivi della ristampa sono b-sides della prima edizione di “Loverdrive” o sono stati creati apposta per l’occasione?

I pezzi in più erano già stati composti, ma erano stati messi da parte per compilation o EP etc… poi in concomitanza con la fine della prima stampa abbiamo deciso di fare una new edition natalizia con due pezzi in più, ma credo rimarrà l'edizione definitiva... insomma 14 canzoni sono meglio di 12 no?Con gli Shandon mi era già capitato di ristampare velocemente, ma con i Fire non me lo aspettavo proprio, dobbiamo ringraziare un sacco di supporter Shandoniani e Madbonesiani per le buone vendite iniziali. Ovvio che non si parla di grandi cifre, ma con i tempi che corrono, dove scaricare un disco è diventato scontato, lo considero un piccolo successo e una grande manifestazione d'affetto nei nostri confronti.

E per quanto riguarda i tuoi altri progetti e collaborazioni su cosa stai lavorando ora? Ci puoi anticipare qualcosa del secondo capitolo dei Furious Party?

Con i Furious Party ho registrato i pezzi che avevamo in cantiere, ma non riesco a trovare il tempo di lavorarci sopra e di mixarli come si deve.
Con i Good Fellas ogni tanto salta fuori una data e ne sono felice perchè mi hanno davvero aiutato a vivere e vedere la musica in un altro modo. Mi hanno supportato e capito, coccolato e spronato, insomma come una famiglia, e per questo li ringrazio infinitamente.
Altre cose in cantiere non ci sono, sto vivendo un periodo molto focalizzato sui Fire e per una volta voglio essere concentrato su un progetto solo.

Al Rock In Idro 2006 hai condiviso lo stesso palco con due personaggi molto importanti: Iggy Pop (che di presentazioni di certo non ne ha bisogno) e Dennis Lyxzén (attuale cantante di The (International) Noise Conspiracy ed ex Refused) che con “The Shape Of Punk To Come” dei Refused ha chiuso (o aperto) un capitolo nella storia dell’Hardcore. Volevo sapere che ne pensi di questi 2 e se ci hai scambiato 4 chiacchiere in occasione del RII2…

Bè a Iggy non ci si puo' avvicinare facilmente, tra body guard etc…ma ho parlato molto con  Dennis. Sono un super fan dei Refused e apprezzo anche il lavoro con gli (I)N.C. lo considero un grande frontman e come ho detto anche a lui, ho osservato attentamente il suo modo di tenere il palco e l'attitudine di fare tutto con la massima energia. Uno show, anche con il locale vuoto, deve diventare importante, deve avere carattere e trasmettere qualcosa. Un buon musicista deve saper incendiare la serata e lui è mooooooooolto bravo in questo.

Ho letto di una vostra amicizia con i teutonici Beatsteaks, ci sono possibilità di vedervi calcare lo stesso palco qui in Italia?

Non saprei, lo spero proprio, ma in questo momento stanno vivendo un enorme successo in Germania e nord Europa, in Italia hanno degli ottimi fan ma non abbastanza da fare dei concerti ad alto livello. Nel caso venissero a suonare in Italia, spero che non ci siano i soliti problemi di agenzie e che si riesca a suonare insieme.

Con Shandon e soprattutto The Fire sei uscito più di una volta dall’Italia, che livello di interessamento ti sembra di aver ricevuto dal pubblico degli altri paesi?

Ottimo!!! Nel nord Europa c'è ancora voglia di live e voglia di COMPRARE i dischi, di supportare ciò che si ama e che si ascolta. In Italia la cosa sta scomparendo pian piano, si preferisce andare a bere una birra, piuttosto che vedere un concerto... facendo cosi nel giro di pochi anni la musica in Italia peggiorerà, in termini di qualità, di passione, di locali sempre meno organizzati per i concerti, in registrazioni scadenti, in gruppi che non si spalleggiano più, ma che muoiono di invidia quando uno galleggia meglio. Una goccia in un problema che sta facendo dei cerchi sempre più grossi e la cosa mi preoccupa. All'estero ci considerano come  degli artisti, ma chissà come mai non pubblicano mai band Italiane...forse perchè siamo poco professionali? Poco bravi e attenti? Poco ordinati e quasi sempre poco onesti? Insomma con I Fire e con gli Shandon ho fatto di tutto per non essere così e per cambiare le cose, parlare con band emergenti, parlare con etichette straniere e far capire che c'è qualcuno che il culo se lo fa anche in Italia, ma a volte mi sembra una battaglia persa. Vi dico però che vedere band come i Linea 77 o i Lacuna Coil, mi rincuora tantissimo…mi fa sperare che qualcuno non punti solo all'odiosissimo mercato della canzone Italiana, ma a far vedere che abbiamo carte da giocare anche qui, nel paese della pizza e della chiesa cattolica.

Ho già fatto questa domanda in un'altra intervista ma la voglio proporre anche a te: nel mercato musicale in generale si sta assistendo ad un forte ritorno in voga del Rock’n’Roll…che ne pensi al riguardo?

Si ho notato la cosa anni fa, quando il fenomeno Fat Wreck ha iniziato a scemare, lasciando spazio a band come Hellacopters e Gluecifer…ma si parla sempre di un mercato Underground e pur sempre di nicchia.
Nel mainstream band come i Darkness o i Queens Of The Stone age hanno portato nelle case di sempre più gente il rock cosiddetto pesante, e la cosa mi riempie di gioia…Non se ne poteva piu di cantanti rock da classifica, che di rock avevano solo i capelli o i vestiti.

Quali sono le band italiane sulle quali punteresti? Come produttore sei attivo attualmente?

Màs Ruido, STP, Forty Winks, Peawees, assolutamente... gruppi con una forte personalità e che  sanno il fatto loro…Come produttore non saprei, tendo a vedere cosa mi viene proposto e valuto se ne vale la pena, con i PAY ne è valsa davvero la pena…sono davvero soddisfatto di "Federico Tre": è davvero un bel disco. Poi recentemente ho fatto i Long Dong Silver e i mitici Stolen Cars, davvero due ottime band.

Con i The Fire il tuo stile di canto è un po’ cambiato, la tua voce è meno forzata e più armoniosa; in compenso le parti “grattate” sono più potenti e riesci a passare da una parte grattata appunto ad una melodica con la stessa facilità di un amplificatore per chitarra. Per arrivare a ciò ti sei solo allenato di più rispetto al passato o ti sei affidato a qualche lezione?

Mai preso lezioni, ma dovrei davvero tenerlo presente, potrebbe aiutarmi a capire un po' di cose, visto che sono anni che vado ad istinto... Il cambiamento di suono e di canto è un po' dovuto al fatto che non sono più un cantante chitarrista e se mi concentro più su cosa canto riesco ad essere più espressivo.
Per quanto riguarda le parti urlate, il tutto è stato facilitato dal mio periodo con i Furious Party. Con loro ho potuto raffinare certe cose e a capire come urlare senza scassarmi la gola tutte le volte...hehe…

Mi ero promesso di non farti domande sugli Shandon ma questa mi incuriosisce proprio: nei vostri travolgenti live proponete anche un paio di pezzi degli Shandon; che effetto ti fa suonarli con delle altre persone?

Nessuno, davvero... mi stupisco molto di questa cosa, forse perché quando sono sul palco sono in un mio mondo e tendo ad isolarmi. In particolare Deep e Noir, che sono i pezzi che ripropongo con i Fire, li sento davvero personali e non li collego per forza alla mia ex band.

La classica: l’album che ti ha cambiato la vita, e quello che hai scritto oppure hai contribuito a scrivere al quale assegni maggiore importanza e perchè...

Dischi che mi hanno cambiato la vita ne ho un po’ purtroppo, non solo uno. Il primo disco dei Suicidal Tendencies è stato uno shock, dopo quello ho cambiato la mia visione della musica. Mi sentivo stranito non capivo cosa mi piaceva di quel casino, poi ho capito che si chiamava Hard Core.
"Generator" dei Bad Religion l’ho ascoltato per 5 anni senza riuscire ad ascoltare altro, stava diventando una malattia, un ossessione; ho scoperto un altro modo di vedere la melodia, non solo canzoni romantiche o stupide easy songs, era un concentrato di polemica cantata e non urlata, una protesta gentile ed intelligente. Molto spesso la musica aggressiva si associa ad una protesta rozza e inconcludente, i Bad Religion hanno fatto vedere al mondo che non eravamo stupidi.
Tom Waits: "Rain Dogs", mi ha fatto assaporare il romanticismo e la poesia in un mare di suoni assurdi e teatrali, un microfilm di ogni canzone. Capire che la musica poteva essere a immagini e non solo fatta di note, mi ha fatto impazzire, una doppia spinta emozionale. Poi ne ho altri ma rischierei di esagerare.
Un disco mio che mi ha cambiato la vita è “69” degli Shandon, lo considero fin troppo personale è l'ho realizzato quasi in tutte le sue forme. Per la prima volta avevo in mente ogni virgola e sapevo esattamente cosa stavo cercando… Con Loverdrive dei Fire ho cercato di fare lo stesso e sono davvero soddisfatto, quindi “69” ha funzionato, mi ha reso più sicuro di me e in parte più capace.

Infine…un consiglio per le band emergenti…

Non pensate agli sponsor, alle etichette, alle agenzie concerti etc… iniziate prima ad essere sinceri, coerenti con quello che suonate e pensate alla vostra band come ad un espressione di qualcosa.. poi una volta che avrete imparato a suonare, ad esprimervi e ad essere buoni performers, allora iniziate a cercare agganci per suonare… non bastano dei bei vestiti e il cantante carino per fare della buona musica. Non lasciate che i computer rimedino alle vostre lacune, imparate a essere musicisti non degli intrattenitori.. Gli intrattenitori fanno piano bar, non musica...

Mille grazie e in bocca al lupo per il futuro.