12.03.2011 B.F.U. Fest Vol.3 @ Voodoo Arci Club, Comacchio (FE)
Per la terza edizione del BFU Fest i ragazzi della Big Familia United crew hanno fatto le cose in grande. Racchiudendo in un’unica serata grandissimi gruppi di alto livello della scena hardcore italiana, la serata di sabato scorso al Voodoo Arci di Comacchio è stata un esempio di come la passione per un ideale, per uno stile di vita poi ti ripaga con serate così.
A scaldare l’ambiente hanno provveduto due band locali come i giovanissimi Turn Against, con il loro hardcore/punk cantato in italiano dai due cantanti, che per la giovane età sanno il fatto loro, seguito poi dai Conspiracy Of Silence, band metalcore un po’ fuori dagli standard della serata, ma sul palco hanno dato prova di una buona tecnica.
La serata inizia a farsi seria quando sul palco salgono i toscani Attitude; la band di Grosseto sembra aver preso il primo aereo direttamente da NY portando con loro un hardcore potentissimo con grandi parti break down dove è impossibile rimaner fermi su due piedi! Il pubblico recepisce la qualità della band e premia la grande prova del quartetto scaldando il pit con cori e del mosh che tanto piace ai ragazzi oggi. La buona prestazione degli Attitude si chiude innalzando la mia già affermata stima per loro, quando intonano le note di Step Down dei Sick Of It All. A quel punto non posso che urlare con tutto me stesso e beatificare i ragazzi per l’ottima prova.
Il tempo di riprender fiato ed ecco che salgono sul palco gli Startoday! Di ritorno da un tour europeo che ha toccato città come Hannover, Amsterdam e Lione i ragazzi abruzzesi sono ancora carichi per far vedere al pubblico di Comacchio di che pasta sono fatti. Già dalle prime note dei pezzi come Imaginary World o From The Rubble And From The Dust, il quintetto non riesce a star fermo sul palco; i chitarristi sono due molle in movimento ed Egidio, il cantante, è una mina vagante! Di sicuro l’energia che hanno mostrato sul palco ha stordito anche il pubblico, impreparato sull’impatto del gruppo, che però si è mostrato divertito caricandosi e partecipando attivamente all’esibizione degli Startoday. A chiudere un set ad alti livelli, il pezzo Remorses And Regrets, altra fucilata che stende tutti i presenti in sala.
Se pensate che dall’Abruzzo ci siano poche band valide, eccovi allora serviti con un’altra band proveniente da Pescara e ormai veterana della scena dapprima locale e poi nazionale: anche gli Straight Opposition erano presenti per il BFU Fest Vol.3, presentando agli avventori del locale il loro ultimo album uscito nel 2010 intitolato “Fury Stands Unbeaten”. Tutta la band ci mette del proprio per farsi valere sul palco, il cantante Ivan è inarrestabile, tra salti e urla devastanti è un’animale da palcoscenico, mentre gli altri ragazzi producono un muro sonoro che prende il nome dei loro pezzi come Antifascist Attitude, Frustration Is The Reverb, Step By Step o in quello che per me è l’anthem della band, Map Of The Etnies dove tutti i presenti si lasciano andare intonando il sing along “Pescara Hardcore”. Ennesima prova egregia della band che da anni si batte contro l’antifascismo attraverso le loro canzoni e portando in giro il loro sound.
Pensate sia finita?! Neanche a parlarne. Come headliner di questo festival i ragazzi della BFU hanno scelto una band romana, della quale ho un particolare debole poiché una delle prime band che mi ha fatto conoscere la scena romana qualche anno fa. Loro sono i Payback, padrini indiscussi dell’hardcore/Oi! della capitale e fautori di un New York Hardcore davvero di grande impatto. I Due cantanti, Fabrizio detto il Marinaio e Luca infiammano subito il voodoo con le loro voci intonando i classici della band come Loser’s Race, Stand Your Ground e la bellissima Scarred For Life. E’ sempre bello vedere i Payback suonare perché, oltre al bordello che creano loro sul palco, il pit è vario: ci sono skinhead e punk, gente cui piace l’hardcore e chi condivide i loro ideali. E’ un gruppo che ha sempre unito e cerca continuamente di portare avanti il suo pensiero. Anche questa volta danno prova d'essere grandi trascinatori e, sulle note di Kings Of Nothing e l’anthem Our Roots, il pubblico non riesce a non sentirsi parte indispensabile con cori, stage diving e grande energia! Ultima grande prova è la cover dei Cro-Mags, Hard Times, pezzo ormai diventato il loro gran finale.
Una serata così bella, con grandi gruppi della scena italiana dovrebbe smuovere molte più persone di quelle che ho visto al Voodoo lo scorso sabato. I ragazzi della Big Familia United hanno dato prova di grande devozione e impegno per la buona riuscita di questo festival. Spero ce ne siano altri, e che l’hardcore rimanga sempre così.
Articoli Correlati
News
- Lunedì di Pasqua con gli Slapshot
- Domani Bury Your Dead al Voodoo
- L'hardcore dei First Blood di nuovo in Italia
- L'hardcore italiano riunito al Voodoo







