29.10.2011 Wilco @ Camden Roundhouse, Londra (UK)

A cura di , 8 novembre 2011

La Camden Roundhouse è un locale con una fantastica acustica, dove ogni concerto è una vera meraviglia per le orecchie di chi ascolta; se, come stasera, gli artisti sul palco sono di un così elevato spessore tecnico, lo show diventa qualcosa di straordinario. Quella di oggi è la seconda data consecutiva nella capitale inglese per i Wilco e, ovviamente, il secondo sold-out, a supporto del loro nuovo album, ‘The Whole Love’, uscito da appena un mese nei negozi e loro terzo lavoro consecutivo a finire nella Top 5 delle classifiche di vendite statunitensi.

La carriera della band di Chicago è stata caratterizzata da parecchi variazioni della line-up, seppure quella odierna sia la stessa da ormai sette anni, ma ciò che non è mai cambiato è Jeff Tweedy: la mente, il genio puro, il frontman, il leader, quello che ha le capacità per trasformare un buon concerto in uno eccellente. Non è uno showman, non è uno di quelli che chiacchierano a lungo con la folla, anzi Tweedy quasi si nasconde sotto il suo cappello, ma è un cantante e un musicista eccezionale, con compagni altrettanto validi sotto l’aspetto qualitativo: è probabilmente questo il motivo per cui è molto difficile rimanere delusi da un concerto del gruppo dell’Illinois.

Il vivace set di stasera è assai ampio e comprende materiale estratto sia dal nuovo album che dai lavori passati, come le favorite del pubblico Shot In The Arm, che chiude la prima parte del concerto e The Late Greats, mentre la recente e veloce I Might è una delle migliori della serata. Qualcuno sostiene che gli ultimi due lavori non siano all’altezza del leggendario Yankee Hotel Foxtrot, ma il pezzo medio delle produzioni recenti dei Wilco rimane in ogni modo migliore dei più belli di tante altre band esplose nell’ultimo periodo: brani come Art Of Almost e Bull Black Nova, solo per citarne un paio di quelle comprese nella setlist di stasera, sono pronte a dimostrare questa teoria. E’ anche vero che Tweedy oggi ammette: ‘Siamo una band da 17 anni … stiamo invecchiando’ ed è forse anche per questo che durante l’ultimo brano porta il giovane figlio, ancora teenager, a suonare insieme a lui al centro del palco.

Durante gli encore c’è anche il tempo per un’apparizione di Nick Lowe, che lo stesso Tweedy definisce come un loro eroe, e la cover del suo hit più famoso Cruel To Be Kind, sembra essere un rispettoso omaggio allo storico musicista del Surrey.

Anche questa sera i Wilco hanno dimostrato di avere una classe enorme e un’immensa capacità di scrivere pezzi che sanno farsi amare dal pubblico, ma che non perdono mai sotto l’aspetto della qualità.

Mentre esco dalla Roundhouse il mio stato facebook si aggiorna così: ‘Mai visto un concerto dei Wilco inferiore all’eccellente'.

 

Setlist:

One Sunday Morning (Song For Jane Smiley’s Boyfriend)

Poor Places

Art Of Almost

I Might

At Least That’s What You Said

Bull Black Nova

Via Chicago

Born Alone

Box Full Of Letters

War On War

Hummingbird

Whole Love

Impossible Germany

Open Mind

I’ll Fight

Pot Kettle Black

Dawned On Me

Shot In The Arm

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The Late Greats

Cruel To Be Kind (with Nick Lowe)

Heavy Metal Drummer