06.11.2011 Eastpack Antidote Tour @ Alcatraz, Milano
Foto a cura di Ambra Castelli
L’edizione di quest’anno dell’Eastpack Antidote Tour è abbastanza monotematica. L’ultima volta che partecipai all’evento organizzato dalla nota marca di zaini, le band erano molto più altisonanti almeno trasversalmente parlando. Non c’erano solo kids di una certa “fascia” se vogliamo chiamarli così. Quest’anno il cartello propone invece gruppi che sulla carta mettono a ferro e fuoco qualunque posto dove vadano ma, aimè, per quello che hanno visto i miei occhi, è solo il risultato di meccanismi commerciali ben avviati.
Puntare sull’effetto sorpresa, è ciò che si denota subito. Appena entrati nel Alcatraz, locale che ospita ogni anno il tour, puoi assistere alle varie attrazioni che lo spettacolo itinerante ha messo su: la nota tv musicale che ti attira vendendoti attimi di celebrità, palloncini, cannoni spara coriandoli. Il tutto sembra farti pensare ad una festa, e per molti dei giovanissimi avventori è proprio questo. Un Party!
Ad un orario prettamente scolastico aprono i Living With Lions, band che tra tutte mi ha dato l’idea di guadagnarsi quel posto in questa line up e, perché no, anche salire di grado. La band dell’ex chitarrista dei Misery Signals ora voce del quintetto americano, parte subito in quarta, supportata da un già folto pubblico, proprio affrettatosi ad entrare per vederli. Per chi pensasse che, visto il passato di Stu, il sound ricordi i Misery Signals, dovrà ricredersi e non poco. I pezzi dei Living With Lions sono puro Pop Punk, di quello che è praticamente il nuovo genere che impazza tra gli adolescenti: voci pulite alternate dai profondissimi scream e ritmi scanzonatissimi sono la ricetta vincente della band che sta portando in giro il nuovo album “Holy Shit”.
Dopo la sorprendente (in positivo) prova dei Living With Lions, la serata prende una piega devo dire molto metalcore, troppo per i miei gusti. Si parte subito con i The Ghost Inside, band della quale ho sentito molto parlare ma, un po’ per gusti un po’ per testardaggine, mai sentito in giusta quantità. Devo dire che il mio intuito e perché no, la mia esperienza a riguardo, non sbagliano quasi mai. Musicalmente pesanti in tutti i sensi, i Ghost Inside non portano nulla di nuovo sulla scena e se per diventare famosi alle orecchie delle nuove generazioni basta fare parti break down fino alla morte, loro incarnano in pieno il successo di questo filone di band fatte con lo stampino.
Dopo la prova non male (se vi piace quel genere lì) è il momento degli August Burns Red. Faccio una piccola premessa: una band che entra sul palco accompagnata da un pezzo da musica da discoteca, o ha sbagliato completamente contesto, oppure ha completamente grossi problemi d’identità a livello di gruppo. Questa band è la personificazione del nulla. Pezzi che mi scivolano addosso come se nulla fosse; zero interesse da parte mia nel capire cosa, in mezzo a quel frastuono di chitarre che come al solito riutilizzano le parti mosh per accaparrarsi fette di pubblico, il gruppo voglia davvero dire, ammesso che abbia da dire qualcosa. E quando pensavo fosse arrivato il momento del wall of death durante il loro live set, vengo spiazzato dal dictat del cantante: “dovete ballare e non fare mosh”.
Ok è il tempo di bermi un’altra birra.
Siamo arrivati all’ultimo gruppo della serata, gli A Day To Remember. Sapevate che il cantante è il figlio della Tata Francesca? Io no! Con un nuovo disco intitolato “What Separates Me From You” il quintetto di Ocala, Florida, ci dà dentro da subito. Ma soprattutto quello che noto di più sono gli effetti speciali presenti sul palco e apposta per loro: una pedana che gira attorno al batterista, messa apposta per le maratone dei chitarristi e bassisti, macchine spara coriandoli e palloni che a termine dell’esibizione scendono come un very party in stile americano. C’è tempo per il doveroso encore strillato senza poca convinzione direi dai presenti, grazie al quale la band regala al pubblico un pezzo acustico e The Downfall Of Us All, unico pezzo che conosco.
In conclusione, quello che ho avvertito guardandomi attorno è stato soprattutto il vuoto culturale che queste band hanno portato alla ribalta. Mi secca dover fare il bacchettone, ma io credo che la musica sia soprattutto messaggio. Mi sono reso conto che gruppi così non riescono a trasmettere nulla, soprattutto a chi, come i molti presenti, deve ancora crescere e capire davvero cosa sia importante nella vita. Per quello che ho visto in questa serata è che la differenza tra gruppi così e Lady Gaga, non è poi così marcata. Entrambe ambiscono solo ed esclusivamente al successo e a fare i soldi. La musica è ben altro. Se non vi sta bene così, allora buon Eastpack Antidote Tour!
Articoli Correlati
News
- Eastpak Antidote Tour: ci siamo! Domani a Milano la carovana punk-rock!
- Gioca e vinci l'Eastpak Antidote Tour!!!
- Eastpak Antidote Tour già sold out
- Goose a Catania
- Eastpack Antidote Tour a Novembre a Milano
- Nuovo disco per i Blessed By A Broken Heart
Recensioni
Live Report
- 13.11.2010 The Eastpak Antidote Tour @ Alcatraz, Milano
- 02.11.2009 Eastpack Antidote Tour @ Alcatraz, Milano
On the road
- Eastpak Antidote Tour 2008 a Milano e Bologna
- Ecco i prossimi appuntamenti di Hellfire!
- 1-2-3-4 Giugno: 2° Do It Yourself Festival (Torino)
Column
Foto
- A Day to Remember, Alcatraz, Milano
- August Burns Red, Alcatraz, Milano
- The Ghost Inside, Alcatraz, Milano
- The Ghost Inside, Alcatraz, Milano







