18.11.2011 Male Bonding @ Covo Club, Bologna

A cura di , 23 novembre 2011

Un altro venerdì sera in compagnia degli amici del Covo Club di Bologna, nonostante la presenza di una temibile nebbia che riduce notevolmente la visibilità oggi. A salire sul palco saranno gli inglesi Male Bonding, autori di un paio di album più che gradevoli, usciti a distanza di poco più di un anno l’uno dall’altro e pubblicati niente di meno che dalla Sub Pop.

Per la band proveniente dall’est di Londra è questa la quarta data delle cinque previste nel loro tour italiano; se il loro primo album, che gli aveva fatto guadagnare paragoni addirittura con i Nirvana, era veloce, violento e tirato dall’inizio alla fine, sebbene la voce fosse posta in secondo piano, nel nuovo ‘Endless Now’, uscito la scorsa estate, pur mantenendo ritmi notevolmente elevati, le melodie trovano uno spazio decisamente maggiore, dando un tocco più pop alla loro musica, sicuramente con l’intenzione di trovare un riscontro di pubblico più largo.

Io li avevo già visti lo scorso anno a febbraio, pochi mesi prima dell’uscita del loro debutto ‘Nobody Hurts’, aprire per i Japandroids all’ICA di Londra, trovandoli ancora piuttosto acerbi, forse a causa della giovanissima età e della loro limitata esperienza live: stasera è la giusta occasione per poter riscontrare un’eventuale crescita sotto quest’aspetto.

Il trio inglese è accompagnato da un altro chitarrista nei suoi concerti che aggiunge ulteriore potenza al già rumoroso sound dei Male Bonding; già dall’iniziale Crooked Scene si capisce quale saranno gli ingredienti della serata: la batteria di Robin Silas Christian, veloce e inarrestabile, detta il ritmo e, insieme alle chitarre, prende il sopravvento sulla voce delicata di John Artur Webb, costretta a rimanere in secondo piano. Il loro sound è da subito sporco, punky e cattivo e riporta alla mente il grunge che tanto la loro etichetta aveva supportato un paio di decenni fa, mentre le chitarre sono grezze e spaccano i timpani. Uno degli unici momenti di relativa ‘tranquillità’ è Weird Feelings, dove il suono delle sei corde ricorda più band come i Sonic Youth o i Dinosaur Jr., mentre Franklin contiene ritmi che sembrano volersi avvicinare a quelli tropicali: è solo l’impressione di un attimo perché nella successiva All Thing This Way, i Male Bonding sembrano essere un band punk impazzita, sebbene la presenza di alcuni gradevoli coretti cerchi di attenuarne il duro impatto. Tame The Sun e Year’s Not Long concludono lo show con un’ulteriore botta di violenza, pur lasciando sempre la voce in sottofondo.

Sicuramente la band di Londra non inventa nulla di nuovo, ma il sound è piacevole da ascoltare ed è giusto per iniziare il weekend in maniera positiva. La loro età ancora molto giovane porta a sperare in un futuro brillante per i Male Bonding.

Setlist:

Crooked Scene

Paradise Vendors

Carrying

What’s That Scene

Weird Feelings

Channelling Your Fears

Franklin

All Things This Way

T.U.F.F.

Bones

Seems To Notice Now

Pumpkin

Can’t Dream

Tame The Sun

Year’s Not Long