28.11.2011 The Smashing Pumpkins @ Forum di Assago (Mi)
Danielino ci racconta il ritorno degli Smashing Pumpkins a Milano!
Cosa c’è di più nostalgico di un concerto degli Smashing Pumpinks alle soglie del 2012? Gli anni ’90 sono lontani e i bei tempi in cui Billy Corgan esibiva fieramente la sua pelata su ogni televisione o rivista musicale sembrano un ricordo sbiadito. Ne è passata di acqua sotto i ponti in questo lungo ventennio, e l’appeal del cantante statunitense è andato inesorabilmente scemando. Ma evidentemente la consapevolezza delle potenzialità della sua creatura più celebre, gli Smashing appunto, è ancora viva, tanto da spingerlo a regalare ai suoi fan un imminente nuovo album e un tour mondiale, che fa tappa al Forum di Assago in un freddo lunedì di novembre.
A ben vedere, parlare oggi di SP è leggermente scorretto, viste le defezioni ormai datate di Chamberlin, Iha e D’arcy (e della successiva Melissa), e i dubbi sulla scelta da parte del caro Billy di stravolgere ancora una volta forma e sostanza del gruppo sembravano, all’inizio, più che giustificati. Eppure l’ennesima versione delle “zucche” ha lasciato un’ottima impressione, dando senso ad un progetto che sapeva tanto di forzatura.
L’esibizione parte un quarto d’ora dopo le 21, e si protrae per oltre 120 minuti di puro e crudo rock ‘n roll. La line up, come detto, non delude: i nuovi membri sono giovani ma già ben affiatati; notevoli le prove di Mike Byrne alla batteria e di Jeff Schroeder alla chitarra, anche se sono la bellezza e le movenze della bassista Nicole Fiorentino ad infiammare lo stage. Billy si trova a suo agio, forte di una formazione finalmente a lui funzionale, e si diverte, regalando al pubblico un sound energico e accattivante, figlio del periodo in cui è stato concepito (i Nineties) ma che sembra ancora assolutamente attuale. Lo show si divincola tra cavalcate potenti, divagazioni elettriche, melodie più calme e “intime” (in pieno stile SP); la scenografia è azzeccata, non eccessiva ma decisamente ipnotica, e crea la giusta cornice allo spettacolo, assecondandone in maniera impeccabile suoni e cambi di ritmo.
Tutto perfetto quindi? Apparentemente sì, anche se, a pensarci ora, a mente lucida, un piccolo senso di insoddisfazione sembra essere rimasto: a partire dal pubblico, che per gran parte del concerto ha mantenuto un atteggiamento sorprendentemente “soft” (evento strano per i fan italiani), tanto che, per una buona oretta e mezza di esibizione non è mai veramente scattata una completa alchimia tra stage e parterre. E la colpa sicuramente è da imputare ad una scaletta un po’ meno epica rispetto al passato, che ha alternato tracce tratte dalla loro futura ultima fatica a vecchi brani come Soma, Geek U.S.A., Silverfuck, capolavori di indiscusso valore, ma che evidentemente non hanno la stessa presa di 15-16 anni fa. D’altra parte, per la maggior parte delle persone, il nome degli SP è indelebilmente legato alle hit che Corgan è riuscito a partorire nel corso degli anni, per cui chi era al Forum per ascoltare Today, 1979, Disarm sarà rimasto sicuramente deluso.
E questa mia considerazione diventa ancora più solida se ripenso all’ultima mezz’ora del concerto, che personalmente ricorderò per parecchio tempo: il boato che accoglie Cherub Rock è significativo della voglia del pubblico di scatenarsi sui “pezzacci” che hanno segnato la carriera di Billy&co; i sorrisi di sollievo durante la splendida Tonight, Tonight (letteralmente da brividi) sembravano gridare: “cazzo, era ora!”. Ma è il bis che scioglie completamente il ghiaccio e regala un’atmosfera finalmente degna di un concerto rock con tutti i sacrosanti crismi: si comincia con la bellissima For Martha, e si termina con Zero e Bullet With Butterfly Wings, una doppietta micidiale, una scarica di adrenalina difficile da smaltire, una di quelle cose che valgono il prezzo del biglietto.
Cosa rimane quindi? La consapevolezza di aver assistito ad uno spettacolo di indubbio valore, ma nel quale Corgan poteva sicuramente osare qualcosa di più. Ma si sa, gli SP sono il suo capolavoro, il suo dono all’umanità, e francamente è libero di usarli, rivoltarli e reinventarli come meglio crede. E quando ti ritrovi nel letto alle 2 di notte, dopo più di tre ore dal termine del concerto, a dondolare la testa canticchiando “The world is a vampire…”, capisci che, in fin dei conti, il caro vecchio Billy ha fatto centro. Ancora una volta.
SetList:
Quasar
Panopticon
Starla
Geek U.S.A.
Muzzle
Lightning Strikes
Soma
Siva
Oceania
Frail and Bedazzled
Silverfuck
Pinwheels
Pale Horse
Thru the Eyes of Ruby
Cherub Rock
Tonight, Tonight
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For Martha
Zero
Bullet With Butterfly Wings
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