09.12.2011 Shed Seven @ Manchester Academy, Manchester (UK)
Sono già passati quindici anni dall’uscita di ‘Maximum High’, il secondo album della band di York: l’occasione è buona per un tour celebrativo di questo evento per tutto il Regno Unito, con date sold-out ovunque. Il concerto di stasera, ad esempio, anch’esso tutto esaurito, è stato organizzato appena dopo che tutti i biglietti per lo show originale, previsto per il giorno successivo, erano stati venduti. Dopo aver visto il frontman Rick Witter e il chitarrista Joe Johnson presentare i loro pezzi più famosi in versione acustica in locali di grandezza medio-piccola in giro per l’Italia la scorsa primavera, ho deciso insieme all’amico Barto di andarli ad ascoltare dal vivo in Inghilterra con la formazione al completo.
E’ un freddo venerdì d’inizio dicembre, sono ben cinque le ore che servono per percorrere il percorso Londra – Manchester in corriera, ma per un concerto degli Shed Seven ne vale sicuramente la pena: il clima mancuniano non è certo dei più gradevoli, al contrario la gente del nord dell’Inghilterra sembra essere molto cortese e amichevole nei confronti di noi turisti.
E questo calore si nota anche durante il concerto: quando, verso le nove e mezza, il gruppo capitanato da Witter sale sul palco, il pubblico di Manchester va in visibilio, già dalle prime note dell’iniziale Parallel Lines, , canta ogni singola parola delle canzoni, salta, balla, si diverte, senza mai, però, essere violento. Ed è anche questo uno degli ingredienti fondamentali del concerto: la folla esaltata che supporta il gruppo in totale adorazione. Se, ai tempi del britpop, la loro fama poteva essere stata oscurata da band come Oasis, Blur, Suede o Pulp, stasera il pubblico è qui solo per gli Shed Seven e l’atmosfera che si viene a creare è così perfetta che sembra di essere tornati indietro in quei giorni: Rick, ora quasi quarantenne, è sempre molto brillante, è notevolmente in forma, mostra le sue caratteristiche di ottimo showman e la sua voce non ha perso lo smalto di un tempo; insieme a loro stasera suona anche un trio di ottoni che sa dare un ulteriore tocco di magia ai loro pezzi. Bully Boy, Speakeasy, She Left Me On Friday, Going For Gold, On Standby, Disco Down sono solo alcuni dei brani più famosi per cui la folla impazzisce totalmente: il ritorno alla brit-pop era è completato, anche se solo per un’ora e mezza.
L’omaggio più bello, però, Witter e soci lo fanno durante gli encore: una cover di Panic degli Smiths prima e una Chasing Rainbows quasi da lacrime talmente è bella poi, per concludere lo show con un ritmo più riflessivo e tranquillo, rispetto alla velocità dei pezzi precedenti.
C’è bisogno di canzoni nuove per gli Shed Seven? Per il momento no, il vecchio repertorio è talmente fantastico ed emozionante che fa sperare in un loro arrivo con la band al completo anche da noi in Italia nel corso del 2012.
Setlist:
Parallel Lines
Where Have You Been Tonight
Bully Boy
Magic Streets
Devil In Your Shoes
Speakeasy
She Left Me On Friday
Ocean Pie
Ladyman
Falling From The Sky
Dolphin
Going For Gold
Out By Your Side
On Standby
Disco Down
High Hopes
Getting Better
_________________________________
Panic
Chasing Rainbows
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