Accelerators, Accelerators


A cura di MaxRozzo, Martedi, 5 maggio 2009


Visto che le poste mi hanno perso il pacco speditomi dall’Olanda ho fatto prima a recuperare il cd degli Accelerators direttamente in terra madre, approfittando così per tornare a casa con anche la versione in lp bianco.
E finalmente posso così recensire il primo cd vero e proprio di questo giovane quartetto, frutto fresco ma allo stesso tempo maturo della Rotterdam punkrock. Primo album che arriva dopo più di 5 anni di carriera, fatto piuttosto curioso per una punkrock band. In mezzo centinaia di concerti per tutta Europa (saranno nuovamente qua da noi nella prima metà di luglio), ep, 7”, split, tante partecipazioni a compilation internazionali… sempre all’insegna del fottuto punkrock.
Leggermente meno pop rispetto al passato, il loro sound continua a rimanere melodico e super orecchiabile anche di fronte a una maggiore cattiveria ed incisività. Per questo self titled ci hanno lavorato a lungo e duramente, ci hanno creduto tantissimo, ed il risultato, anche se sono evidentemente di parte, è da 9.
Quasi tutti i pezzi già li conoscevo per via dei live, dei 7” e delle registrazioni pre-mix, ma nel loro insieme (sia come cd digipack apribile in tre, sia come vinile bianco zigrinato) è tutta un’altra cosa. Produzione da paura e citazione obbligata per ogni pezzo.
Si parte a manetta con il punkrock1234 di Ready Set Go, poi The Rain, pezzo fantastico che nella versione del 7” mi piace però molto di più (unico neo di tutto il cd…), I’m Not Sorry di cui hanno fatto un video (e nelle cui liriche, conoscendo la band, riconosco la mano che le ha scritte) e Got Kicked In The Front Of My Head, anch’esso presente su un 7” ma che qua è 10 volte meglio (fantastici i cori a fine strofa). 12, Three Crosses Street è la mia song preferita: grandi melodie, cori perfetti e dedica a quel posto magico che sta a Madrid all’indirizzo del titolo, il Wurlitzer Ballroom. Grande velocità e cori ancora in evidenza (con Danny Vapid a partecipare) per All Eyes On The Fire, mentre su Go Get Your Brain Check (di cui adoro il bridge) è Kepi Ghoulie a fare da guest. I cori di sottofondo di Borrowed Time mi ricordano gli Offspring (!), Ok By Me è invece un pezzo ultra melodico che non conoscevo e che mi ha colpito da subito, con il suo assolo niente male che introduce la song forse più propriamente pop-punk dell’album (inutile a questo punto citare ancora i cori, qua surfeggianti).
Si chiude con i due pezzi più veloci e cattivi, Stab You Till You Bleed No More, scritto da Jerry Hormone, e 30.000 Cigarettes, prima di We Don’t Know What To Say, con ancora Jerry a partecipare ai cori.     
La cosa più bella di questa band è che non la si può accostare a nessuno in particolare: Ramones, scuola Lookout, punk californiano melodico, r’n’r… tutto riproposto nel loro personalissimo stile.
La prima stampa di 500 copie è già esaurita… affrettatevi ad ordinarlo prima che finisca anche la seconda (e sperate che dall’Olanda vi arrivi…).

Tracklist

01.Ready Set Go
02.The Rain
03.I'm Not Sorry
04.Got Kicked In The Front Of My Head
05.12, Three Crosses Street
06.All Eyes On The Fire
07.Go Get Your Brain Checked
08.Borrowed Time
09.Ok By Me
10.Stab You Till You Bleed No More
11.30,000 Cigarettes
12.We Don't Know What To Say

Links

Accelerators

Label: Stardumb Records / Squinty Joe Records


Contenuti correlati