Wild Palms, Until Spring
A cura di George, Giovedi, 10 marzo 2011

Recensione a cura di Stefano Bartolotta
Vi mancano gli Hatcham Social e la loro rilettura in chiave pop dei canoni stilistici del post punk? In attesa che gli autori di “You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil” tornino a farsi sentire, potete accostarvi con fiducia al debutto di questi Wild Palms. La band londinese, infatti, riprende molte delle caratteristiche proprie dei loro concittadini sopra citati e fa ugualmente centro.
Non si creda, però, che i due dischi siano uno la copia dell’altro, anzi. Laddove gli Hatcham Social propongono sempre melodie molto definite ed un suono che non manca mai di un certo mordente, una buona metà delle canzoni dei Wild Palms è difficilmente assimilabile dal punto di vista melodico e soprattutto il suono richiama il post punk solo dal punto di vista meramente estetico - strutturale, senza mai avvicinarsi ad esso per quanto riguarda sia l’intensità che l’approccio emotivo. Le chitarre acide, il basso in primo piano e la batteria che svaria tra un andamento molto quadrato e marziale e tempi più irregolari hanno sempre un suono dolce e quasi accondiscendente con l’ascoltatore e non c’è mai alcuna traccia di tormento o disagio. Anche il cantato è sempre molto pulito e le melodie, quando non sono puramente pop, si lasciano comunque ascoltare molto facilmente nel loro essere sfuggenti.
La combinazione tra canzoni pop ma canticchiabili solo a tratti ed un suono post punk che manca totalmente di aggressività rischiava seriamente di portare ad un gran pasticcio nel momento in cui queste scelte artistiche dovevano essere concretizzate. Invece Until Spring non solo risulta equilibrato ed armonico, ma è sempre coinvolgente dalla prima all’ultima nota. Questo avviene grazie ad una grande espressività della parte vocale, ad un’ispirazione compositiva sempre fervida e ad un’ottima capacità di variare le soluzioni sia dal punto di vista dell’andamento dei brani che degli arrangiamenti, con interazioni tra questi due aspetti mai scontate e sempre perfettamente a fuoco.
Ascoltate questo disco: vi sembrerà di vivere in un sogno in bianco e nero, fluttuando in spazi aperti e cieli soleggiati con le nuvole che arrivano solo sporadicamente a velare l’atmosfera, con il cuore in pace con se stesso ma che contemporaneamente batte forte.
Tracklist
01. Drawn In Light
02. Caretaker
03. Delight In Temptation
04. Pale Fire
05. LHC
06. Carnations
07. Swirling Shards
08. The Never Ceasing Ever Increasing Cavalcade
09. To The Light House
10. Not Wing Clippers






