Dave, Wild Days


A cura di Eleanor, Giovedi, 26 maggio 2011


Recensione a cura di Stefano Bartolotta:

Dave è Davide Marelli, trentenne milanese al debutto discografico. Il suo è un cantautorato rock melodico di stampo classico, con sonorità tipiche d’Oltreoceano ed un timbro vocale che, fatte le debite proporzioni, mantiene lo stesso equilibrio tra ruvidezza e rotondità tipico di un Eddie Vedder o di un Dave Matthews, senza comunque risultare un clone. La domanda che ci si pone di fronte ad un disco di cui è così chiaro l’ambito di ispirazione è sempre la solita: ha più peso la mancanza di originalità oppure la capacità di confezionare belle canzoni?
Chi si è già imbattuto in altri miei articoli in Rete dovrebbe già conoscere la mia risposta, per gli altri la specifico nuovamente: se le melodie sono belle, il suono è ben costruito e dall’opera traspare un’emotività sincera e non costruita, il disco è meritevole di ascolto. Ed a questo debutto non manca nulla di tutto ciò. Certo, non si può gridare al capolavoro, ma nemmeno si rimane totalmente indifferenti ai pregi di queste 9 canzoni. Dal punto di vista compositivo, le melodie sono sempre piacevoli e ben centrate e l’andamento dei brani sa spaziare intelligentemente tra una certa aderenza alla forma canzone tradizionale ed uno sviluppo a schema un po’ più libero; c’è, comunque, in quasi ogni brano, un qualcosa che lo allontana da un’eccessiva linearità, che sia un cambio di ritmo o un crescendo di intensità. Il suono si basa sulle interazioni tra chitarra elettrica e pianoforte e c’è un buon ventaglio di soluzioni su come armonizzare i due strumenti; inoltre, nell’esecuzione, non ci si sofferma troppo sugli stessi giri melodici, in modo che l’effetto non sia quello di un mero accompagnamento alla parte vocale, ma quello invece di un valore aggiunto per la riuscita della canzone. Gli arrangiamenti, poi, sono talvolta arricchiti dalla presenza di altri strumenti come l’armonica o il sax. Per quanto riguarda il lato emozionale, la sensazione è che Dave stia facendo un qualcosa che ha nel sangue: niente appare forzato in alcun modo e questo non solo grazie alla buona sensibilità vocale dell’autore, ma anche per la naturalezza con cui emergono i pregi sopra descritti.

Su quest’ultimo aspetto, ovviamente, sarà solo la prova dal vivo che potrà eventualmente evidenziarlo in tutta la sua completezza, ma anche l’ascolto dell’album può aiutare e la sensazione è quella di trovarsi senz’altro di fronte ad un artista genuino. Poi se siete fissati con le avanguardie questo ascolto non fa per voi, ma in fondo il fascino di un suono elettrico ed avvolgente è sempre intramontabile.

Tracklist

01. The Deepest Feeling
02. Wild Days
03. Forgiveness
04. Waiting For The Wind To Come
05. Neverending Love
06. Let You Go
07. Walking On My Way
08. Read Your Mind
09. The Deepest Feeling (Reprise)

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Dave

Label: s/p


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