Clap Your Hands Say Yeah, Hysterical


A cura di George, Giovedi, 13 ottobre 2011


Una volta per definire i Clap Your Hand Say Yeah si utilizzava la parola "intellettuale", quasi come se fosse una colpa per Alec Ounsworth l’essere stato capace di creare un sound che guardava all’indie-rock in modo ricercato e non così immediato come troppi altri attorno al 2005. Quattro anni dopo un secondo album troppo frettolosamente bocciato dal mercato, tornano i Clap Your Hands Say Yeah e quasi memori di quanto si diceva allora lo fanno con un disco decisamente più digeribile, seppure ancora di altissimo livello.

Difficilmente i CYHSY riusciranno a scrivere un canzone con un ritornello orecchiabile e canticchiabile in due ascolti, altrettanto difficilmente in un loro disco però troverete un brano banale o scontato ed “Hysterical”, pur restando fedele nella scia del sound della band, propone una variante saltuariamente più pop che permette di renderlo davvero piacevole anche a chi la voce un po’ cantilenata del vocalist finiva per dare fastidio. Il disco si apre subito con il singolo Same Mistake, perfetta fusione di un brano qualitativamente eccelso con una attitudine radiofonica a-là Killers, ma è con la title-track che il risultato raggiunge la perfezione: un brano tirato guidato da una chitarra distorta sopra la quale è la pulita voce del frontman a fare e disfare la tela. Appare qualche approccio di synth più marcato, assente nei primi lavori, come in Yesterday, Never ed emerge una attitudine quasi alla space-opera in Into Your Alien Arms, guidata da un assolo centrale davvero superlativo, che la rende uno dei momenti di massimo splendore del disco. Certo manca forse l’originalità del debutto, mancano certe spigolosità che avevano fatto del primo disco quasi un manuale di un sound bello e ricercato, ma ancora una volta i CYHSY riescono a dimostrare la capacità di scrivere dei bei pezzoni, ai quali ascriviamo anche Maniac, rock-pop da arene e l’ultima Adam's Place, a tratti psichedelica che coinvolge tutti i sensi.

C’è insomma di che essere soddisfatti per il ritorno della band americana, con la speranza che con gli anni Alec Ounsworth sia diventato anche più simpatico (attorno al 2006 in tanti lo descrivevano come insopportabile): quel che è certo è che i CYHSY oggi possono ambire tranquillamente a diventare non solo una band di culto per pochi, ma un esempio per tanti. Davvero un bel disco.

Tracklist

01. Same Mistake
02. Hysterical
03. Misspent Youth
04. Maniac
05. Into Your Alien Arms
06. In A Motel
07. Yesterday, Never
08. Idiot
09. Siesta (For Snake)
10. Ketamine And Ecstasy
11. The Witness' Dull Surprise
12. Adam's Place

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Clap Your Hands Say Yeah

Label: V2/Cooperative


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