Nothington, Borrowed Time
A cura di MaxRozzo, Sabato, 22 ottobre 2011

Se avessi scritto questa recensione dopo i primi 4/5 ascolti starei qua a parlare del nuovo lp dei Nothington come della delusione dell’anno.
Gli album che mi attraggono subito sono sempre di meno, è vero, ma non potevo accettare che la band che tanto mi aveva esaltato con “Roads, Bridges & Ruins” avesse sfornato un successore non all’altezza.
Avevo preso evidentemente un abbaglio ed è bastato dargli un po’ più di tempo per riconoscere senza tante esitazioni che “Borrowed Time” è un album di una qualità e di uno spessore che non si sentono tutti i giorni.
Del resto la formula adottata non si differenzia molto da quella di “Roads, Bridges & Ruins”: la band di San Francisco macina un punk rock tutto incentrato sulla passione, sull’energia e sulla forza emozionale sprigionate in egual maniera dalle chitarre, dalla sezione ritmica che spesso sale in cattedra (St.Andrews Hall, Don’t Have To Wait) e dalle voci di Jay e Cris che come al solito si alternano e si completano a meraviglia, supportate da una sezione cori da invidia.
Nel complesso lo reputo comunque un gradino inferiore al precedente, ma è impossibile non riconoscere la maestosità di pezzi come Where I Can’t Be Found, End Of The Day (già sentita sull’ep acustico estivo) o The Escapist. Il migliore per i miei gusti è Ordinary Lives, cantato da Cris, che si discosta leggermente dagli altri brani e che con la sua melodia ed il suo coro trascinante può ricordare roba alla Face To Face.
Non era facile mantenere alto il livello dopo il botto di due anni fa ma i Nothington ne sono davvero stati capaci!
Tracklist
01.Captive Audience
02.Where I Can't Be Found
03.Far To Go
04.End Of The Day
05.To Hold On
06.The Escapist
07.St. Andrews Hall
08.Hopeless
09.Don't Have To Wait
10.Ordinary Lives
11.I Should Say






