Drowner, Drowner
A cura di George, Lunedi, 19 marzo 2012

Ve ne abbiamo parlato un po’ a sorpresa qualche settimana fa e ci fa piacere averci preso in pieno parlando dei Drowner, perchè arriva il debut album della band texana, anche se è più corretto parlare di un nuovo ep arricchito, ed è un manifesto al dream pop ed allo shoegaze di quello buono: è un disco che ascolto dopo ascolto entra nelle vene fino a venirne completamente rapiti. Non ci si sorprenda dei paroloni e non vogliamo avere a tutti i costi ragione, ma i Drowner, quartetto qui all’esordio sotto Saint Marie non solo ci convince, ma ci riporta alla mente il sound che aveva reso così perfetto il disco di debutto degli Asobi Seksu tanto per citare un nome similare.
Alla band americana li lega la voce femminile ed i chiari omaggi ai Jesus & Mary Chains, poi però l’esplorazione sonora della band di Austin si sponge verso il post rock e le atmosfere eteree e rarefatte dei Sigur Ros e dei Mogwai (citati dalla band stessa come dei riferimenti) invece di affondare nei consueti muri sonori che finiscono per essere là il centro del disco. Qui invece c’è ancora la canzone e la melodia dietro tutto, al punto che pezzi come Point Dume o Wildflowers potrebbero diventare dei brani simbolo dell’anno e del successo di questa band. Successo che noi vogliamo augurargli perchè se è vero che anche i Drowner non inventano nulla, è anche vero che ad uno shoegaze a questo livello i Pains Of Being Pure At Heart non ci arriveranno forse mai. Il primo disco da 10 pieno dell’anno.
Tracklist
01. Point Dume
02. Never Go Away
03. Chime
04. Wildflowers
05. Written
06. Tiny Ship
07. Here
08. This
09. Chime (Apples to Earth Remix)
10. Never Go Away (Nikki Gunz Remix)





