Daylight Seven Times, Blood Coloured Skies
A cura di josie, Giovedi, 30 marzo 2006

Che questi ragazzi spaccavano lo si sapeva già, ma giusto per mantenere una parvenza di compostezza inizierò col dire che è un piacere avere finalmente tra le mani il primo disco dei Daylight Seven Times e avere un termine di paragone per il Demo 2005. L'evoluzione del trio si è compiuta con questo full-length di dieci pezzi il quale comprende, oltre alle quattro tracce già presenti nel promo sopracitato, sei brani nuovi e in assoluto completi. Se i momenti di spicco del disco sembrano restare i brani vecchi (le leggermente ritoccate Hard Times, Gravity), in forza soprattutto alla loro immediatezza, a supportarli ci sono soluzioni ragionate, melodie trascinanti e variazioni meno scontate. Parlo di momenti come l'intro di piano in Revelation, dei cambi di andatura di That Time Is Now, fino alle influenze più eighties di The Myth Of The Cave, nelle cui note avverto anche un nonsochè di Police, dei quali peraltro i Daylight Seven Times sono soliti offrirci un saggio di Message In A Bottle, live. Scelte più ponderate, tuttavia, non sacrificano nè melodia nè accessibilità, ascoltare due perle come Solaris o Lucky. Molto carino, minimale ma esaustivo l'artwork. Tutte queste considerazioni, unite al fatto che la band non si è minimamente risparmiata nella sua lavorazione, rendono "Blood Coloured Skies" un album solido e motivato, equilibrato, squisito. Promettono ancora meglio. Ascoltare.
Tracklist
01.Hard Times
02.Revelation
03.Solaris
04.That Time Is Now
05.Lost
06.Gravity
07.Autumn '99
08.The Myth Of The Cave
09.Endless
10.Lucky





