Wolfmother, Wolfmother


A cura di George, Venerdi, 19 maggio 2006


Tra i paesi che recentemente stanno sfonrnando talenti sicuramente anche l'Australia merita un posto di primo piano; più che l'Inghilterra, dove sembra quasi un obbligo seguire un rigidissimo schema musicale, negli altri paesi si vede una tendenza alla ricerca di suonare anche qualcos'altro che non sia necessariamente Talking Heads, Talking Heads, Talking Heads...

Ecco dunque i Wolfmother: Andrew Stockdale, Chris Ross e Myles Heskett, che mixano ere musicale diverse ma soprattutto si lanciano verso un genere diverso da quello di tutti gli altri. Qui non ci sono chitarrine, che qualcuno potrebbe denigrare dicendo fighette, ma ci si rifà a Led Zeppin (sicuramente ed evidentemente) e Black Sabbath, nondimenticando gli altri king of the 70's i Pink Floyd. Certo con tre nomi così è facile sbarellare subito, ma in realtà la band australiana è brava, non copia e basta, ma riesce ad inserire in un sound chiaro e preciso qualche elemento particolare, facendo non solo muovere la testa, ma anche il piedino per tenere il tempo. Certo sono dei paraculi come i Franz Ferdinand, perchè il cd, che già al primo ascolto piace, ha proprio quei tempi e sound giusti per voler continuare a rimetterlo su per via di come rimangono in mente i giri di basso e soprattutto le chitarre massiccie. La voce è acuta e tagliente in primo piano e dietro restano suond molto pesanti e cupi, ma perchè piace così tanto un cd come questo? Forse proprio perchè non essendo nulla di nuovo come molto di quello fatto negli ultimi anni, va a riprendere qualcosa di non sentito negli ultimi anni. Agli amanti dell'hard-rock non può dispiacere così tanto un cd del genere ed anche a chi invece conosce poco (come me) rimarrà sicuramente attirato da un cd come questo, che nell'insieme di una propria collezione profondamente british, merita una posizione particolare perchè presenta suond nuovi rispetto a Strokes, Rakes, Franz e chi più ne ha più ne metta.

Le canzoni sono quasi tutte belle e accattivanti, direi che merita una citazione Pyramid, con il suo incedere continuo che decisamente lascia poco spazio alle distrazione; Mind's Eye che riporta a qualche psichedelia in grado di avvicinarsi (con la dovuta cautela) ai Pink Floyd; Woman, molto molto orecchiabile e infine Apple Tree, forse la canzone pià apprezzabile da chi ama il rock made in White Stripes. Per il resto canzoni belle ce ne sono diverse comunque, il cd resta sempre molto ben fatto ed asocltabile e se vi capiterà di metterlo di sottofondo a qualche serata tra amici non sentirete nessuno lamentarsi di certa musica anche se relativamente carica. Certo all'inizio ho fatto tre nomi che evocano ben altre canzoni e ben altri album, però 30 anni dopo, i Wolfmother dimostrano di non essere proprio degli sprovedduti e si sa mai che qualcuno possa riscoprire anche i re dell'hard-rock anni 70 proprio grazie a loro.

Tracklist

  1. Colossal
  2. Woman
  3. White Unicorn
  4. Pyramid
  5. Mind's Eye
  6. Joker & The Thief
  7. Dimension
  8. Where Eagles Have Been
  9. Apple Tree
  10. Tales From The Forest Of The Gnomes
  11. Withcraft
  12. Vagabond

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Wolfmother

Label: Modular


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