Live Report

Immagine del live report.
08.07.2017 Pointu Festival - day 1 @ Presqu'Ile Du Gaou, Six-Fours-Les-Plages (Francia)

Siamo in Provenza, un piccolo capolavoro della natura nel sud della Francia: l’incontaminata isola di Gaou, situata nel comune di Six-Fours-Les-Plages, delizioso paese a una quindicina di chilometri da Tolone, ospita la terza edizione del Pointu Festival, la manifestazione gratuita che ci regala una spettacolare line-up con gente come Kurt Vile, Dinosaur Jr. e Ryan Adams a farla da padroni.

La distanza dall’Italia non è incolmabile: Marsiglia, raggiungibile in aereo, è a poco più di due ore di distanza, ma si puo’ anche arrivare direttamente a Tolone in auto o in treno in sette o otto ore da Milano o da Bologna.

Rimaniamo incantati da questa piccola meraviglia della natura, collegata con la terra ferma solo da un piccolo ponte, che ci fa entrare in contatto con il mare e con gli alberi: una grande spianata che si conclude con un enorme palco, ospita i concerti.

Quando riusciamo ad arrivare, la prima band è già sul palco: sono The Spitters (voto: 7,5), garage-rocker di Tolone, l’unico gruppo francese a esibirsi in questa due giorni.

I quattro ragazzi, che hanno tutti passate esperienze in altri gruppi, pubblicheranno il loro terzo album, “Critical Strike”, il prossimo ottobre per l’etichetta Death To Major Records di Tolone: questa sera per loro è praticamente una festa. Poter suonare in casa, divertirsi e divertire il pubblico che li conosce, provare qualche canzone nuova e, possibilmente, farsi apprezzare anche da chi magari è venuto dall’estero e ancora non li conosceva, fanno sì che l’esibizione di oggi sia un’esperienza unica per la band di Tolone.

E ovviamente noi siamo contentissimi di averli incontrati sulla nostra strada perché The Spitters sono un gruppo eccitante, dai ritmi folli e con un senso per la melodia eccezionale. Dobbiamo inoltre ammettere che i ragazzi sanno tenere molto bene il palco e i paragoni che avevamo letto in questi giorni con i Black Lips sono assolutamente azzeccati. Non vediamo l’ora di ascoltare il loro nuovo disco tra qualche mese e, perché no, di rivederli live, magari anche qui in Italia.

Il secondo protagonista di questo sabato sera provenzale è Kurt Vile (voto: 8), come al solito accompagnato dai suoi Violators: il musicista di Philadelphia, che ha pubblicato il suo sesto LP, “B’lieve I’m Goin Down…” nel settembre del 2015, è praticamente stato sempre in tour da allora e non abbiamo ancora notizie su un suo possibile nuovo lavoro sulla lunga distanza.

Il sole sta iniziando a scendere e la sua musica gentile e melodica, nemmeno a farlo apposta, sembra essere una perfetta colonna sonora per questo tramonto, dove il mare è nascosto proprio dal palco e dalla collinetta appena dietro a esso.

Al contrario delle altre volte in cui lo avevamo visto, il cantautore di Philadelphia, che si alterna spesso tra chitarra acustica e banjo, nel suo set fa un maggiore uso dei synth, come accade, per esempio in I’m An Outlaw e Dust Bunnies, dando un gradito tocco di freschezza al suo sound.

Wakin’ On A Pretty Day, pur dall’atmosfera riflessiva, in alcuni tratti si esprime con un maggiore forza, dovuta al buon lavoro delle chitarre, mentre Pretty Pimpin’ mostra l’aspetto più pop di Kurt, regalando alla numerosa folla momenti di gioia. In attesa di nuove produzioni, rimaniamo intanto molto soddisfatti dalla performance del musicista di Philadelphia.

Si prosegue poi con i Ride (voto: 7,5): la band shoegaze di Oxford ha pubblicato da poche settimane il suo quinto LP, “Weather Diaries”, a distanza di ben ventuno anni dal precedente, “Tarantula”.

Seppur le loro performance live degli anni scorsi siano state di ottimo valore, come quella che abbiamo visto un paio d’anni fa al Victoria Park di Londra durante il Field Day, anche noi ci siamo chiesti, come tanti altri, se per loro davvero valesse la pena di scrivere un nuovo album di materiale inedito. Non che questo quinto lavoro sulla lunga distanza del gruppo inglese sia tutto da scartare, anzi di cose buone al suo interno ce ne sono, ma purtroppo non riesce a reggere il paragone con i suoi predecessori.

Detto questo il live è comunque buono: se dei cinque brani proposti dal nuovo disco, solo All I Want riesce a tenere testa ai pezzi vecchi, ciò che ci sorprende maggiormente, oltre a farci molto piacere) è vedere tantissimi ragazzi di venti anni o poco più che cercano, si emozionano, si lasciano trascinare e ballano durante le canzoni scritte negli anni ‘90, pubblicate quando magari loro non erano nemmeno nati. E se è vero che la musica è senza tempo, allora giù il cappello per i Ride.

La prima serata si chiude con l’esibizione di Hanni El Khatib (voto: 7,5): il trentaseienne musicista di origini filippino-palestinesi, ma nato e sempre vissuto in California, nel corso del suo set, riesce a spaziare tra le varie sfaccettature del rock, dimostrando tutto il suo ecclettismo. Nel corso dell’ora a sua disposizione il ragazzo di San Francisco, co-proprietario della Innovative Leisure, l’etichetta losangelina che ci ha fatto conoscere gente come Allah-Las e BadBadNotGood per intenderci, convince il pubblico francese e riesco spesso a esaltarlo, grazie a numerosi momenti adrenalinici: questa giornata si chiude alla grande, ma anche per domenica le nostre aspettative sono molto alte.

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