Recensione - Olga Bell - America EP

  • Tracklist :
    01 - America
    02 - America - Instrumental
    03 - American - Kahn Remix
    04 - Special Leave
    05 - Cab Driver
  • Punteggio :
    Non assegnato.
  • Artista :
    Olga Bell
  • Stato/Regione :
    Russia
  • Data di pubblicazione :
    26 Luglio 2017
  • Prodotto da :
    One Little Indian
  • Social dell'artista :
  • Social dell'etichetta :
    Icona MySpace

Dopo il suo album “Tempo”, uscito lo scorso anno per One Little Indian, Olga Bell è ritornata a sorpresa lo scorso 4 luglio con un nuovo EP digitale, “America”.
Non è un caso se vi abbiamo segnalato la data di uscita, che corrisponde, per chi non lo sapesse, con il giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti.
Il nuovo lavoro della compositrice russa, cresciuta in Alaska e ora di stanza a Brooklyn, che abbiamo conosciuto durante la sua militanza nei Dirty Projectors e nei Chairlift, contiene cinque brani: la title-track, già presente nel precedente LP, più la sua versione strumentale e un remix dell’inglese Grime Kahn, e altri due brani inediti, Special Leave e Cab Driver.
Se è vero che la sua atmosfera tetra puo’ intimorire a un primo ascolto e che i beat contenuti nei suoi brani non sono proprio il pane quotidiano di chi scrive, bisogna però ammettere che è difficile resistere alla sua voce ammalliante, sexy e languida.
Il remix di Kahn di America, pur rimanendo elettronico, sembra molto più pulito rispetto alla sua versione originale (oltre a essere anche più lungo nella durata), ma sono soprattutto i due pezzi nuovi ad affascinarci maggiormente.
Proviamo ad ascoltare Special Leave a occhi chiusi e a lasciarci trascinare dalle tastiere in sottofondo, senza seguire il drumming intenso in primo piano: i vocals di Olga ci trasportano in un mondo di magia e, se qualcuno in passato l’aveva paragonata a Bjork, non possiamo che trovarci d’accordo.
Cab Driver, invece, è una composizione in cui la voce della Bell, accompagnata da una strumentazione molto leggera, riesce a emergere, all’interno ancora una volta di un panorama sonoro decisamente buio.
Alla fine di questi venti minuti rimaniamo soddisfatti del lavoro della musicista moscovita, che ha dimostrato di essere capace di colpire l’ascoltatore in profondità.

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